Ristoranti e Trattorie
Trattoria Cibrèo (Cibrèino) - Firenze (FI) - (5/5) PDF Stampa E-mail
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Scritto da I Magnati della Lomellina   
Mercoledì 27 Aprile 2011 14:30

 

Ci rechiamo alla Trattoria Cibrèo (detta il Cibrèino), sita in Via de’ Macci 122 R (ossia numerazione Rossa) a Firenze, il Sabato sera antecedente la domenica di Pasqua 2011: nonostante siano le 19.25 il ristorante è già pieno! Siccome la trattoria il Cibrèo non accetta prenotazioni ci informiamo sull’orario di apertura, ossia le 18.50, e così il Lunedì dell’Angelo 2011 ci presentiamo alle 18.40, in attesa che la Trattoria apra. E’ presto, ma ci è stato detto che l’attesa verrà ripagata e siamo fiduciosi. Alle 18.50 esatte il gestore Fabio apre la porta e ci fa accomodare in un tavolino da 2. E’ giorno di apertura straordinaria, per cui non c’è l’affollamento del sabato sera precedente (il gestore ci ha poi detto che quella sera hanno terminato intorno alle 2 di notte), ma comunque la trattoria alle 19.30 è già quasi piena, e diverse coppie vengono fatte accomodare allo stesso tavolo, come viene fatto in diverse trattorie di Firenze e non solo. La nostra recensione non si riferisce solo alla cena del lunedì sera, ma anche al pranzo del martedì (orari 12.50-14.30), quando siamo ritornati al Cibrèino e leggendo la recensione capirete il perché.

La Trattoria Cibrèo si trova nello stesso stabile del Ristorante Cibrèo, con la quale condivide la cucina. I piatti che vengono serviti nella Trattoria sono gli stessi che vengono serviti al Ristorante, con la differenza che al Ristorante c’è qualche scelta in più nel menù e che l’ambiente è molto più raffinato. Il prezzo però aumenta di conseguenza, per cui conviene senza dubbio, se siete solo alla ricerca del buon cibo e non di un ambiente raffinato, fermarsi a mangiare nella Trattoria. L’unica accortezza, come abbiamo già detto prima, è quella che, non potendo prenotare, conviene presentarsi prima dell’apertura del locale, per essere sicuri di avere posto, oppure di arrivare negli orari in cui c’è ricambio tra i commensali, così da non attendere troppo fuori dal locale. Non spaventatevi comunque se trovate coda, perché il servizio al Cibrèino è molto celere e non dovrete aspettare molto prima che si liberi un tavolino: attesa che comunque verrà ripagata.

L’ambiente è rustico e piccolino, con una quarantina di coperti preparati su tavoli in legno. Alle pareti sono appesi disegni e quadri rappresentati e inerenti il Teatro del Sale, della stessa proprietà del Cibrèo, che si trova poco più avanti sempre in Via de’ Macci, proprio di fronte al Caffè Cibrèo, anch'esso di proprietà di Fabio Picchi (il padrone e chef del Cibrèo, ma non lo stesso Fabio che gestisce la clientela della Trattoria)

 

 

Dopo poco che ci siamo seduti Fabio ci porta i menù: siccome è molto presto gli chiediamo di far con calma e gentilmente spiega il menù e prende le ordinazioni ad altri due tavoli di avventori stranieri prima di arrivare a noi. Quando arriva il nostro turno si siede di fianco al nostro tavolo e ci racconta come viene preparato e da cosa è composto ogni singolo piatto che troviamo nel menù.

Per quanto riguarda gli antipasti, tutti a 7euro, troviamo della gelatina di pomodoro, dell’insalata di trippa e dei crostini di patè, quest'ultimo naturalmente prodotto dal Cibrèo e descritto non come il classico patè, ma come un patè con un gusto più delicato. Nel menù troviamo anche della mozzarella e delle salsicce crude di Volterra. La nostra scelta cade senza dubbio sui crostini: nonostante Fabio ci dica che le porzioni non sono abbondanti, decidiamo di prenderne una porzione da dividere in due. In effetti arrivano 4 crostini, pochi ma veramente eccellenti: il patè, abbondante sul crostino, è davvero come ci è stato descritto: si scioglie in bocca. Non possiamo quindi fare a meno di ordinare un’altra porzione, che arriva immediatamente e che ci gustiamo in tutta la sua bontà. Naturalmente anche il martedì a pranzo non abbiamo saputo resistere e abbiamo preso di nuovo i crostini come antipasto, ma questa volta ci siamo trattenuti ed abbiamo preso una sola porzione da dividere in due.

Per quanto riguarda i primi, anch’essi a 7 euro, nel menù troviamo la polenta all’olio, la minestra di pane, ossia “la cugina della ribollita”, che viene però fatta con il pane fresco di giornata e non con il pane raffermo ed è da mangiare con la forchetta e non con il cucchiaio, il passato di pesce, che rimane una specie di brodo di pesce ma più consistente, il minestrone primavera e lo sformato di ricotta e patate. La nostra scelta ricade su quest’ultimo, un piatto di rara bontà, (il lunedì sera ne abbiamo preso solo uno, mentre il martedì a pranzo ne abbiamo preso sì uno solo, ma da dividere in due, per poterlo gustare entrambi), ossia uno sformatino di ricotta e patate davvero delicato, che viene servito con del ragù di vitella eccezionale da mangiare assieme ed a lato del parmigiano a scaglie sottili. L’insieme del piatto è davvero qualcosa di unico, con i sapori che si amalgamano in modo perfetto.

 

 

Per quanto riguarda i secondi c’è ampia scelta, e vengono tutti proposti a 14 euro (tranne il Dentice a 20 euro), comprensivi di un contorno “surprise” a scelta dello chef. Troviamo un polpettone di vitella con maionese fatta naturalmente dai cuochi del Cibrèo, le polpettine alla livornese, ossia delle polpette di pollo e ricotta dorate in padella con una salsa a base di pummarola leggera, il girello di manzo all’albese, una specie di carpaccio ma appena dorato su entrambi i lati e crudo all’interno, la zampa di vitello alla parmigiana, la coda di vitello in umido, il coniglio in dolce forte, un piatto tipico fiorentino, ossia un coniglio cotto in casseruola ed avvolto da uno strato di mandorle, cioccolato e mostarde, i totani in inzimino, cucinati con verdure, pomodoro ed odori vari, tra cui il peperoncino, che rendono questo piatto un po’ piccantino, ma davvero fantastico, limoncini in salsa di maionese, gargia d’oro al cartoccio, dentice al chiasso e poi due piatti che sembrano simili, ma che in realtà sono molto diversi: il baccalà mantecato, classico piatto veneto, con il latte, che diventa una specie di crema, e il baccalà mantecato alla Cassi (piatto inventato dallo chèf del Cibrèo, Fabio Picchi, in onore di sua moglie), ossia il baccalà classico che viene steso su di un letto di patate e su di uno di porri e gratinato poi in forno. Tra il lunedì sera e il martedì a pranzo abbiamo provato tre piatti: i totani in inzimino, davvero gustosi, piccantini ma delicati al tempo stesso, le polpettine alla livornese, ottime, con un buonissimo sughino e il baccalà mantecato alla Cassi, fantastico anche questo, a nostro parere più buono della versione classica grazie all’accostamento con porri e patate ed alla gratinatura.

Come contorni con i totani in inzimino e il baccalà mantecato alla Cassi ci sono state portate delle cipolline in agrodolce, davvero spettacolari anche per chi come noi non ama questo piatto e delle buone patate in umido.

Per quanto riguarda i dolci, a 7 euro, troviamo la torta al cioccolato, la cheesecake servita con marmellata d’albicocca, la bavarese al caffè, la bavarese alla vaniglia, la panna cotta e il budino al cioccolato. Lunedì sera non abbiamo ordinato il dolce, ma ci siamo ritrovati lo stesso una fetta di torta al cioccolato sul tavolo (naturalmente non addebitata nel conto): dolce davvero spettacolare, preparata senza farina rimane morbidissima e gustosissima, spolverata con zucchero a velo. Martedì non abbiamo resistito ed abbiamo ordinato un budino al cioccolato, ottimo, cioccolato forte, ma stupendo per gli amanti del cioccolato un po’ amaro. Insieme ci è stata portata una fetta di torta al cioccolato, offerta, e stupenda come la sera precedente.

 

 

Per quanto riguarda i vini nella carta dei vini che viene portata al tavolo c’è una selezione dei vini che ha il Cibrèo nella sua cantina, bianchi e rossi. In alternativa si può scegliere il vino della casa (6 euro per ½ litro) o chiedere la carta dei vini della fornita cantina del Ristorante Cibrèo. Noi scegliamo però il vino al bicchiere, un bianco Viogner 2010 Madonna del Latte, buono, per 5 euro, il lunedì sera, ed un rosso toscano del Podere Volpaio, per 3 euro, il martedì. Niente caffè in quanto non viene servito alla Trattoria, ma bisogna spostarsi al vicino Caffè Cibrèo.

Questa Trattoria è veramente il posto migliore dove abbiamo mai mangiato. Servizio simpatico e veloce, luogo caratteristico, cucina divina a porzioni non abbondanti ma che saziano, mai banale e ben presentata ne fanno un posto davvero da visitare! Come dicevamo l’attesa del tavolo libero o l’arrivo ad un’ora un po’ presta vengono ampiamente ricompensati dal pasto! Il Conto? 20 euro a testa per un antipasto in due, un primo in due, due secondi, due dolci e un bicchiere di vino. Niente coperto. Crediamo che gli ingredienti ci siano tutti per dare a questa Trattoria il massimo della valutazione!

Per info: http://www.edizioniteatrodelsalecibreofirenze.it/index.php?option=com_content&view=section&id=12&Itemid=2

Guarda la sua posizione sulla mappa da cui puoi accedere tramite il menu in HomePage o clicca qui...

 

Giudizio (5/5): tomacastagna tomacastagna tomacastagna tomacastagnatomacastagna

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Aprile 2011 14:57
 

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